Il cambiamento climatico nella politica aretina è sicuramente rappresentato dalla scesa in campo di Beppe Angiolini, con la sua lista civica appoggiata da tutti i partiti del centro destra, che rappresenta una novità assoluta, imprevista e imprevedibile, ma sicuramente , ad oggi, un vero capolavoro politico.
Con un sistema elettorale a doppio turno, previsto per i comuni come il nostro con circa novantamila abitanti, in teoria non è necessario aggregarsi in una ampia coalizione al primo turno, perché ci si può pensare al ballottaggio. Questa era la prospettiva che animava i capibastone politici del centro sinistra, ma anche Marco Donati.
Ora è chiaro a tutti che con un campo non così largo e Marco Donati battitore libero le possibilità che Beppe Angiolini sarà eletto sindaco al primo turno sono veramente elevate. Da qui la necessità del cambio di strategia in corsa, ma forse troppo tardi.
Nel campo largo Vincenzo Ceccarelli è riuscito ad avere l’appoggio del PD, avendo la meglio sulla parte più clericale del partito, ma come spesso avviene in quel perimetro politico, proprio quell’area che ha perso nel confronto interno ora non lo appoggia più, e non a caso alcuni esponenti di spicco di quell’area hanno pensato bene di essere sotto le logge ad assistere alla presentazione del progetto politico di Beppe Sugar.
La maggiore forza di opposizione a questa giunta , il PD, in 5 anni non è stata in grado non solo di fare opposizione veramente, ma non ha mai pensato ad individuare uno/a o più candidati da proporre per le prossime elezioni. Le elezioni comunali dovevano essere tenute nel 2025 e solo nel marzo dello scorso anno si è avuta la certezza che sarebbero slittate di un anno. Quindi teoricamente l’opposizione già lo scorso anno doveva avere le idee chiare su chi poter candidare e invece non è stato così. La solita noiosa tarantella.
Nella scorsa estate già si parlava di dover individuare il candidato del centro sinistra, ma i partiti di quell’area ci hanno detto che si doveva aspettare le elezioni regionali. Nessuno ha capito il nesso. Comunque, fatte anche le elezioni regionali nulla cambia. Poi, inizia che qualcuno in quell’area si autocandida ma con poco seguito. Solo noia.
Marco Donati in coerenza con la sua linea politica, da inizio mandato consiliare , lavora per la sua candidatura a sindaco alle elezioni 2026, porta avanti il suo progetto, include sempre più liste, ma anche tratta con tutti ( destra e sinistra) per potersi candidare, lui a sindaco, con uno dei due schieramenti. Dando uno spettacolo da politica dello scorso secolo, quindi, in contrasto con la sua età anagrafica, infatti, per la politica locale lui sarebbe un giovane.
Lo spettacolo dato dalle opposizione in questo ultimo anno è apparso agli occhi di tutti come la vecchia e solita politica di cui nessuno sente proprio più il bisogno. Tutti i vari potenziali candidati sono stati esposti ad uno spettacolo non piacevole e resi sempre meno empatici e poco attraenti politicamente.
Ora, Vincenzo Ceccarelli e il campo largo o centro sinistra, che dir si voglia, dopo la discesa in campo di Beppe Angiolini sente allontanarsi la possibilità di andare al ballottaggio, come aveva programmato, e in quell’ occasione cercare di aggregare più forze politiche possibili e soprattutto unirsi a Marco Donati, quindi, in tutta fretta e forse con poca lucidità, in queste ore i due stanno cercando di anticipare tale possibile aggregazione, ma che inevitabilmente porta uno dei due a rinunciare alla candidatura.
E qui inizia il vero dilemma per tutti e due, ma soprattutto per il campo largo. Infatti, se Vincenzo Ceccarelli rinuncia a favore di Marco Donati, dopo tutte le diatribe interne e soprattutto dopo che l’area clericale se ne è andata, cosa rimane di quel partito e quindi siamo sicuri che l’area sinistra, che risulta quella più ostile da sempre a Marco Donati è disposta ad impegnarsi per farlo diventare sindaco? Ma poi che ruolo viene assegnato a Vincenzo Ceccarelli? A questo punto della tarantella siamo sicuri che lui può uscire di scena così senza aver ottenuto politicamente nulla? Insomma che fine politica farebbe Vincenzo Ceccarelli in questo scenario? Da vecchio animale politico quale è, lui sa benissimo che se scende dal carro, nella condizione attuale in cui si trova, non ci salirà mai più e non sembra proprio che ancora abbia voglia di ritirarsi nel suo amato alto casentino a fare passeggiate nelle foreste. Se abbiamo imparato a conoscerlo a questo punto lui non rinuncia alla sua candidatura nel campo largo per lasciare il posta a Marco Donati.
Forse per Marco Donati la scelta è più facile e soprattutto più conveniente, infatti, essere il candidato del campo largo, considerato anche che quella è proprio l’area politica da cui lui proviene, può fargli sperare di riuscire a mandare Beppe Angiolini al ballottaggio. Marco Donati ormai è consapevole che il progetto politico della lista civica di Beppe Sugar gli sta prosciugando il bacino elettorale e non solo quello. Certo se lui sale nel campo largo magari qualcuna delle sue liste potrà passare proprio con il progetto di Angiolini, ma sicuramente meglio perdere qualcuno dei sui che andare incontro ad una sicura sconfitta.
C’ è rimasto poco da spettare per capire cosa succederà, infatti, questa sera si riunisce per l’ennesima volta il campo largo e forse questa volta potrà arrivare la tanto attesa fumata bianca.
Una cosa è certa, da sabato scorso la campagna elettorale per le amministrative 2026 non più quella che avevamo conosciuto fino a li. Ci divertiremo siamo sicuri.

