mercoledì, 23 Settembre 2026

Rasel Ahmed non condivide le esternazioni di Lucia Tanti in tema di tetto ai ragazzi stranieri nelle classi.

David Faltoni

mercoledì, 23 Settembre 2026
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Rispetto le posizioni espresse da Lucia Tanti e dalla Presidente Giorgia Meloni, ma su questo tema non le condivido pienamente.

Sono favorevole all’integrazione e all’inclusione, non all’esclusione. La scuola deve essere il primo luogo in cui bambini e ragazzi, indipendentemente dalla loro cittadinanza o origine, imparano a conoscersi, a convivere e a sentirsi parte della stessa comunità.

L’obiettivo di evitare situazioni di forte concentrazione e favorire una migliore integrazione può essere condivisibile. Ma dobbiamo anche chiederci come un tetto possa essere applicato concretamente. In alcune realtà, per rispettare determinate percentuali, sarebbe necessario redistribuire gli studenti e garantire spazi, classi, insegnanti e risorse adeguate.

C’è poi un aspetto per me fondamentale: non possiamo guardare soltanto alla cittadinanza. Un ragazzo con cittadinanza non italiana, nato e cresciuto ad Arezzo, che parla perfettamente italiano e ha frequentato qui tutto il suo percorso scolastico, non può essere considerato allo stesso modo di uno studente appena arrivato in Italia che ancora non conosce la lingua.

Se esiste un problema linguistico, interveniamo su quello: più insegnamento dell’italiano, più sostegno alle scuole e agli insegnanti e percorsi seri di integrazione.

C’è poi una riflessione politica che ritengo necessario fare. Il Governo di centrodestra è alla guida del Paese da quasi quattro anni. Se determinate misure sono considerate oggi così importanti e urgenti, credo sia legittimo domandarsi perché non siano state affrontate prima e perché temi riguardanti immigrazione e comunità musulmana tornino con particolare forza proprio nell’ultima parte della legislatura.

La mia preoccupazione è che questioni così delicate possano diventare terreno di scontro politico ed elettorale. Immigrazione, integrazione e Islam meritano invece risposte serie, equilibrate e concrete.

È assolutamente legittimo discutere di sicurezza, integrazione, rispetto delle regole e organizzazione delle classi. Le regole devono valere ed essere rispettate da tutti, italiani e stranieri.

Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare le altre grandi questioni che incidono ogni giorno sulla vita delle famiglie: sanità, lavoro, salari, costo della vita, casa, scuola e futuro dei giovani. Anche su questi temi i cittadini aspettano risposte concrete.

La politica deve trovare soluzioni che uniscano, non creare nuove divisioni. Io credo nell’integrazione e nell’inclusione, non nell’esclusione.

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