sabato, 8 Agosto 2026

Elezioni per il per il prossimo consiglio dell’ordine dei Commercialisti di Arezzo, logge e congreghe e quali interessi ?

David Faltoni

venerdì, 8 Agosto 2025

Solo il 06 agosto scorso il Consiglio Nazionale Commercialisti ha deliberato e stabilito formalmente la data delle prossime elezioni per il rinnovo di tutte le cariche sociali degli ordini territoriali e del nazionale, ma ad Arezzo è già da alcuni giorni, settimane che c’è un gran fermento, soprattutto in certi ambienti molto attenti a tutto, ma soprattutto a dove c’è il potere economico, come l’Ordine dei Commercialisti.

Non scopro l’acqua calda se prendo atto che la massoneria locale e le varie congreghe, anche questa volta, sono interessate a dire la loro o a provare a mettere qualche fratello obbediente, o un figlio/a di questi, nel consiglio ( forse ci sono sempre stati) o a prendersi l’intero consiglio compreso il presidente. Arezzo è questo. E’ legale che cerchino di formare una loro lista, c’è d chiedersi quanto sia morale.

Arezzo è una piccola realtà e ci conosciamo tutti e se è vero che gli appartenenti alle massonerie e alle varie congreghe sono veramente tanti, e pur vero che gli studi commerciali legati a quei mondi si sa, più o meno, chi sono. E in questi giorni mi sembrano molto attivi nel tentativo di formare una loro lista da contrapporre a quella naturale che si pone in prosecuzione con l’ultimo consiglio, bene presieduto da Roberto Tiezzi. Questo mi fa intuire e supporre che nell’attuale consiglio non si sentano rappresentati o lo sono poco.

Basti ricordare che sono pubblici gli elenchi degli iscritti nella famosa loggia P2 di Licio Gelli, c’erano anche professionisti aretini, oggi magari in pensione e lo studio lo proseguono i figli o altri, e ci sono tanti colleghi che non fanno mistero della loro appartenenza alla massoneria o a congreghe varie, ci sta che vogliano dei loro rappresentanti in consiglio, è legale che si candidano ( si candidano come iscritti che hanno i requisiti non certo perché massoni, è evidente!) e magari vengono eletti.

Ora per un professionista, non di primo pelo come sono io, iscritto da 33 anni a questo Ordine, non è difficile intuire o supporre che quando certi studi si muovono per proporre un giovane presidente e formare una lista che lo sostiene per le prossime elezioni, il filo conduttore è chiaro: la fratellanza e l’obbedienza. Non se ne esce.

Sia chiaro nulla di illecito, nulla di vietato, le logiche massoniche sono sempre le stesse, avere fratelli obbedienti nei posti di comando e di potere e l’Ordine dei commercialisti è sempre stato un centro di potere, quindi, non c’è da stupirsi, nulla di nuovo. Ma permettetemi di chiedere se tutto questo va anche nell’interesse della categoria e dei nostri clienti. Questo è il tema vero.

Io ne so personalmente molto, infatti molti anni addietro ( ancora gli ordini non erano uniti) mi sono auto candidato contro quel mondo e con il mio coraggio e la mia trasparenza, mi ricordo, sono riuscito a costringerli a ripetere più volte le elezioni ( serviva un quorum) poi alla fine l’ho spuntata io e sono riuscito ad entrare in consiglio. Credo di poter affermare che ho svolto il mio mandato ( non ricordo se due o tre) senza obbedienza e senza fratellanza e soprattutto sempre e solo nell’esclusivo interesse dell’istituzione e degli iscritti. Permettetemi di affermare che: ne vado orgoglioso.

Quindi, anche per questo conosco molto bene le dinamiche di quel mondo e credo di poter affermare che se qualcuno di loro fa una telefonata non è certo per individuare i migliori e i più rappresentativi per la categoria, ma direi più banalmente per l’appartenenza e quindi l’invito ad impegnarsi per la causa comune.

Ma secondo me: la loro! Non dimentichiamolo.

Se ancora oggi queste dinamiche esistono, ripeto non le possiamo criminalizzare (non sono illegali, sono legali, magari e forse poco limpide), ciò non significa che le dobbiamo accettare, anzi proprio partendo dalla mia esperienza invito tutti i colleghi/e liberi/e, i giovani e le giovani, che non fanno dell’obbedienza e della fratellanza il verbo della loro professione, di reagire , di prendere coscienza e mettersi a disposizione, e di impegnarsi affinché il prossimo consiglio sia composto da professionisti/e che credono nella moralità e nell’etica del rispetto delle regole, persone che sanno cosa è l’etica democratica, persone libere da quel mondo, da conflitti d’interessi che possano bene rappresentare chi, come me, e siamo la maggioranza, ha deciso di non cercare scorciatoie e di riuscire nella professione avvalendosi delle proprie capacità e del proprio bagaglio culturale e professionale.

Solo così possiamo ambire a migliorare la nostra professione, ma lasciatemelo dire : anche la nostra città e la nostra provincia.

Non mi stancherò mai di lottare per poter vivere in un mando in cui quanto sopra è un vecchio ricordo del passato, ma forse è un’utopia.

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