sabato, 8 Agosto 2026

Arezzo: perché una parte della popolazione non frequenta le piscine pubbliche, in un’estate così torrida ?

David Faltoni

domenica, 17 Agosto 2025

Arezzo è una città con un’alta presenza di emigrati, negli ultimi anni è aumentata notevolmente la presenza di stranieri del sud-est asiatico, che in grande parte sono impiegati nel distretto orafo, ma anche in tutti gli altri settori della moda e nell’ agricoltura, nell’edilizia e nei servizi come la consegna a domicilio.
Non è facile sapere quanti effettivamente siano ( molti non hanno il permesso di soggiorno e tanti pur vivendo qui hanno la residenza altrove), ma è evidente a tutti che stiamo parlando di una percentuale di due cifre sulla popolazione totale ( ci sono zone della città in cui si fa fatica a trovare qualche indigeno).
Detto questo , da luglio fino ad oggi , abbiamo monitorato la presenza di persone del sud est asiatico nelle principali piscine aperte al pubblico della città e luoghi limitrofi, ed è emerso che fondamentalmente questi esseri umani, di queste etnie, di fatto non le frequentano.
Abbiamo indagato tra le comunità dí stranieri oggetto della nostra indagine ed è emerso che la stragrande maggioranza di loro non frequenta le piscine per i seguenti motivi;

a) manca molto spesso la cultura del nuoto, del fare sport in acqua , del trarre benefici terapeutici dalla piscina;

B) il costo dell’ingresso e dell’acquisto del costume, della ciabatte oltre al telo , impedisce a molti di loro ( che magari apprezzano il nuoto, e la vasca) di andare in piscina, tanti riescono a guadagnare più o meno 10€ al giorno, come possono spenderne 15 € per andare una domenica in piscina?;

c) l’ingresso controllato ( bisogna comprare il biglietto d’ingresso) che scoraggia chi non ha il permesso di soggiorno, perché ha paura ed evita scientemente tutti i luoghi in cui c’è qualsiasi forma di controllo;

d) la cultura di provenienza che alimenta il pudore e la difficoltà delle femmine di mostrare il proprio corpo, e quindi le sconsiglia a frequentare le piscine;

Sia chiaro si può vivere anche senza frequentare le piscine, senza nuotare, ma se vogliamo integrare questi esseri umani nella nostra società, nella nostra cultura e nella nostra civiltà, forse ci dobbiamo interrogare su cosa si può fare per superare questo muro, e così vedere le nostre piscine con avventori di queste etnie e/o perlomeno nelle stesse percentuali di altre comunità di immigrati ( vedi rumeni, albanesi e nord africani).
A specifica interrogazione, sul caporalato nel distretto orafo del consigliere Menchetti, là Tanti e il sindaco, rispondono che non sono a conoscenza del fenomeno , sorvoliamo su questa risposta ( ci abbiamo già scritto) ma siamo sicuri che l’assessora alle politiche sociali sappia della presenza in città degli stranieri del su est asiatico in un numero così elevato ( infatti, non dimentichiamo quando il duo Ghinelli-Tanti, sono andati a chiedere i voti alla comunità bengalese per l’elezione del primo nel parlamento europeo) quindi , la domanda sorge spontanea: se quanto da noi riportato corrisponde, anche in parte alla realtà , questa non è l’ulteriore dimostrazione del fallimento totale delle sue politiche sociali. Certo che si , basti pensare quanto è utile lo sport per togliere i più facilorosi dalle strade e comunque dare delle alternative per passare una bella giornata in compagnia, rinfrescandosi in acqua è sicuramente una valida alternativa allo stare a bighellonare alla stazionare nei parchi cittadini limitrofi. Potremmo stare tutti molto meglio con poca spesa, con grandi risultati in termini di integrazione.
Infatti questi esseri umani sono il nostro futuro, sono la nostra società di domani, la prossima civiltà, quindi, pensiamo a tutti i bambini/e di queste etnie che ci risulta che nemmeno loro frequentano, più di tanto, le piscine all’aperto, né al coperto d’inverno.
La piscina, forse l’assessora Tanti non lo sa , è uno dei luoghi a maggiore integrazione sociale, proprio perché anche simbolicamente ci si immerge nudi ( con il costume) nella stessa acqua, ci si mette veramente a nudo, uno di fronte all’altro , così da superare qualsiasi pregiudizio e diversità, nudi siamo tutti uguali.
Ci chiediamo se la vice sindaca si è posta questo tema sociale, questo obbiettivo civile è di progresso, se si ( ne dubitiamo) cosa ha fatto per favorire gli accessi alle piscine aperte al pubblico all’aperto e soprattutto per quelle al coperto durante tutto l’anno?
In particolare modo i bambini/e e le donne che sappiano bene essere i soggetti più fragili in questa loro condizione dì emigrati.

Visto i risultati della nostra indagine, ad Arezzo è stato fatto veramente poco , e questo disinteresse dell’amministrazione comunale all’integrazione degli emigrati, è sicuramente uno dei fattori che rende i cittadini sempre più insicuri e con una percezione della delinquenza come elemento di insicurezza e paura.

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