I cittadini dopo i disastri del secondo Ghinelli, dopo 6 anni di declino inesorabile di Arezzo, non avrebbero più votato i partiti della maggioranza uscente. Infatti, Francesco Macrì, il vero dominus del CDX aretino, la mente politica più acuta di quell’area, lo aveva ben capito e non a caso aveva lanciato la candidatura di Beppe Sugar. A febbraio scorso era notorio che con le stesse persone e lo stesso progetto politico del CDX uscente, il centro sinistra poteva candidare “la qualunque” che in ogni caso si sarebbe preso il comune.
Solo il brillante e illuminato progetto di Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini “FARE” ha permesso ai partiti, dell’uscente maggioranza e agli ex assessori, di poter tornare a palazzo Cavallo da vincitori la sera dell’8 scorso, credo sia ovvio e gliene va dato atto pubblicamente, perché è innegabile.
Infatti gli aretini hanno potuto capire e soprattutto apprezzare il gesto di Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini che nel lontano nel 2020 abbandonarono la comoda poltrona, su cui sedevano, e né si ricandidarono e né accettarono incarichi da colui che già allora ben si capiva e intuiva, che stava portando a sbattere Arezzo e la sua amministrazione, e i partiti che lo appoggiavano.
E’ lapalissiano che gli aretini non avrebbero votato i partiti di maggioranza FDI, LEGA e FI e gli assessori da questi espressi, se si presentavano in continuità con Ghinelli, visto che loro pur di conservare la poltrona lo hanno sempre sostenuto, gli hanno permesso di ogni, basti ricordare i lunghi periodi passati in America (che nessuno di loro ha mai denunciato) e soprattutto non hanno fatto nulla per impedirgli ( uno per tutti) la scelte megalomane come la rotatoria e il sottopasso fiorentina, che non si sa quanto ci verrà a costare e quando finirà, ma c’è di più, gli dobbiamo chiedere: dove erano gli assessori di area TECNICA quando si consumava il dramma di via Fabio Filzi, come hanno aiutato in giunta l’ex sindaco a non commettere quel grave errore, e visto il risultato, c’è da domandarsi, forse hanno concorso anche loro? Serve assolutamente discontinuità.
Certo questa ultima giunta si è distinta proprio per la difficoltà dei cittadini ( escluso gli addetti ai lavori) anche solo a conoscere chi erano i vari assessori, credo che i più degli aretini non sapessero né chi erano gli assessori della giunta uscente, né che deleghe avevano, e infatti alcuni di loro inconsapevolmente, credo, li hanno rivotati. Basta ricordare il caso di Lucia Tanti in tandem con Rasel, il cittadino che ha fatto la campagna elettorale in bengalese che proprio nella sua lingua di origine invitava a votare lui e la stessa Tanti, appare chiaro che, se la vice sindaca uscente ha fatto una scelta di questo tipo, difficile da digerire in quell’area politica, lo può aver fatto non tanto perché credeva nell’integrazione, le sue politiche sociali sono note a tutti, ma a pensar male si fa peccato ma forse ci si indovina, perché vista la scarsa popolarità della sua giunta uscente aveva paura di non riuscire ad essere eletta.
Ora Marcello Comanducci e Gianfrancesco Gamurrini, che sono i veri vincitori, devono prima nominare la giunta e poi iniziare a governare. E qui iniziano le difficoltà. Infatti il sindaco uscente, che ha anche pensato bene di non essere presente la sera della loro vittoria, nei mesi scorsi ha provveduto a effettuare tutte le nomine nelle partecipate controllate dal comune, che come è prassi, e anche per rendere più agevole la formazione della giunta, vengono fatte in uno con la nomina degli assessori ( in base al cosiddetto manuale cencelli ) ma ora non sarà possibile, perchè i posti sono già tutti presi.
Queste nomine, dopo le elezioni, vedono ad esempio un partito come la Lega, che ha avuto un risultato forse sorprendente ma modesto, con un’espressione eccessiva di nomine di persone appartenenti alla sua area. E c’è un caso che ci può portare anche a parlare di nepostismo delle nomine di Ghinelli, infatti abbiamo Andrea Sassi che è stato nominato all’interno della Fondazione CR Firenze su designazione ufficiale del Sindaco del Comune di Arezzo, e la sua mamma Rossana Fucini Sassi che è stata nominata presidente delle Farmacie Comunali di Arezzo (AFM) sempre dal sindaco del Comune di Arezzo, oltretutto, una curiosità, la stessa Fucini Sassi, che è espressione e vicina all’ area Lega, è anche nel CDA di Sichem, braccio operativo di Caritas Arezzo, quindi, una persona vicina al partito della remigrazione che si occupa di un ente che vive anche di convenzioni pubbliche per l’assistenza agli immigrati.
E’ auspicabile e augurabile per il bene di Arezzo che Marcello Comanducci, il neo sindaco, sia coerente con il suo progetto “FARE” , e con quanto è andato dicendo in compagna elettorale, ovvero che lui è la discontinuità con le giunte Ghinelli, quindi, per coerenza è immaginabile che nessun assessore uscente venga riconfermato o comunque sieda in Giunta, che a Gianfrancesco Gamurrini, che tanto ci ha creduto e tanto ha contribuito a questa vittoria, venga assegnata una funzione adeguata, perché i cittadini lo hanno votato e hanno dimostrato che credono in lui e deluderli potrebbe essere una partenza errata.
E infine in suggerimento non richiesto per Marcello : se i nominati nelle partecipate non si vogliono dimettere per correttezza istituzionale, e per il cosiddetto, manuale Cencelli, i partiti che li hanno espressi (o che li hanno nella loro area) devono essere considerati come se hanno già avuto la loro parte di incarichi, e quindi dovranno rinunciare alla loro quota parte di assessori, così da offrire al sindaco la possibilità di poter scegliere assessori meritevoli e indipendenti e di sua fiducia, oltre a poter assegnare adeguato spazio e poter esprimere figure appartenenti alle liste che non erano in maggioranza nella giunta Ghinelli uscente.

